LA CLASSE

di Grazia Isoardi
con gli attori-detenuti del Carcere di Saluzzo (CN)
coreografie  Marco Mucaria
luci  Cristian Perria
regia  Grazia Isoardi
produzione VOCI ERRANTI

Non fare l’asino.
Non fare l’asino dico a me stesso. È una parola.
Come posso andare contro natura i-oooooo ?!
Sono un idiota, i-o?
Sono un asino, i-ooo?
Si, sono un asino
E nonostante tutte le bastonate che ho preso
non riesco a non ragliare.

Illustrazione di Marco Cazzato

Sinossi

Il tema dello spettacolo è la scuola.

Sono passati più di cinquantanni dalla morte di Don Lorenzo Milani e dall’esperienza della sua scuola di Barbiana che tanto ha fatto discutere e riflettere. Una scuola che ha portato  un messaggio educativo innovativo perché si rivolgeva, soprattutto, ai figli dei poveri, a quelli che abbandonavano la scuola e da essa erano bocciati, una scuola che vedeva nello studio e nella conoscenza un mezzo di riscatto sociale.

I detenuti hanno letto il libro Lettera a una professoressa ed hanno ripensato al proprio passato scolastico, ai comportamenti e alle mancanze che li hanno allontanati dal percorso di studenti. Così come per Pinocchio anch’essi sono stati abbagliati dal Paese dei Balocchi, hanno marinato la scuola, hanno trasgredito le regole e preferito la strada come maestra per poi ritrovarsi adulti inadeguati in una società di cui non capiscono il linguaggio e faticano a rispettarne le regole.

Oggi, questi giovani-uomini, rinchiusi in un luogo senza spazio e senza tempo, sentono la mancanza di quel che non hanno vissuto e si sentono “eterni ripetenti“, impreparati ad affrontare gli esami che la vita propone ad affrontare.

L’insegnamento di Don Milani è sempre attuale, il suo motto I CARE può, ancora oggi, essere lo stimolo per una scuola  rinnovata, in ascolto e attenta alle esigenze delle nuove generazioni, un’alternativa alla realtà superficiale e banale del quotidiano.

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